Le forme più gravi di colite sono sindromi patologiche severe chiamate, in base alla zona colpita, coliti – o retto-colitiulcerose. Le cause per cui ci ammaliamo di questa patologie dalle manifestazioni piuttosto violente non sono ancora del tutto chiare, ma è sicuro ormai che, oltre a una predisposizione genetica, influiscono anche stile di vita e alimentazione. A quanto pare lo stress agisce come benzina sul fuoco, peggiorandone la sintomatologia e favorendo le recidive. I sintomi di questa forma violenta di colite sono dati dalla presenza di ulcere sanguinanti a livello del colon, e in alcuni casi anche del retto, riconoscibili dalla presenza di sangue nelle feci. Attenzione, però: il sangue delle feci si trova anche per presenza di polipi intestinali ed emorroidi. Meglio evitare autodiagnosi affrettate, dunque, e rivolgersi sempre al proprio medico di base per eventuali accertamenti.

Un’altra grave patologia a carico dell’intestino è il morbo di Crohn. Per dovere di cronaca, sottolineiamo che questa malattia non colpisce solamente l’intestino, ma può manifestarsi in tutti gli organi che procedono alla digestione del cibo, dalla bocca all’ano. Il più delle volte è assai difficile per i medici capire se ci si trova di fronte al morbo di Crohn o a una colite ulcerosa, e per fare la diagnosi e quindi necessario disporre una biopsia delle cellule dell’intestino.Come per la colite ulcerosa, ancora non sono chiari i meccanismi di questa malattia. Si sa che colpisce spesso in età giovanile – ha una grave incidenza nei ragazzi tra i 20 ei 25 anni – e che non è causata dallo stress. Tra i sintomi sono però presenti molti di quelli che caratterizzano una forte infiammazione intestinale: crampi, diarrea, ostruzioni intestinali da infiammazione, dolore che ricorda quello di un attacco di appendicite. Dal morbo di Crohn, come dalla colite ulcerosa, non si guarisce, e per questa ragione si parla di malattie croniche. Per gestirle, ed evitare ricadute, si somministrano farmaci molto potenti: antinfiammatori, antibiotici, cortisone e, nelle forme più gravi, addirittura immunosoppressori.

LA BUONA ALIMENTAZIONE: Fermo restando che l’alimentazione non può essere l’unica cura per queste gravi patologie, si può affermare fuori da ogni dubbio che un intestino non stressato da un’alimentazione errata e, anzi, aiutato da alimenti e piante dalle proprietà mediche idonee può aiutare i farmaci ad agire meglio, se non addirittura a ridurre la loro assunzione.Nelle fasi acute che richiedono un intervento ospedaliero si deve fare riferimento al nutrizionista ospedaliero che, in base alla gravità dei sintomi, deciderà quale sia l’approccio alimentare migliore. Per tutti gli altri casi, rimandiamo ai consigli alimentari di questo stesso articolo. Molto utili le centrifughe e, da preferire, gli estratti di verdura. Negli stati infiammatori le fibre della verdura risultano infatti spesso non tollerabili dall’intestino, e possono peggiorare i sintomi del malessere. Centrifugando ed estraendo si trattengono invece tutte le proprietà benefiche di vitamine, sali minerali e antiossidanti, che altrimenti andrebbero perse. Le verdure più indicate per la situazione di infiammazione a livello intestinale sono, come per lo stomaco, il cavolo e tutta la sua famiglia, carote e sedano.

Centrifugato cavolfiore e carote

La famiglia dei cavoli è la più importante possiede un potere antinfiammatorio così elevato da essere, tra gli alimenti, il più potente antitumorale che esista. Il suo succo ha capacità di rimarginare le microlesioni presenti nell’intestino. È importantissimo scegliere un prodotto fresco e non trattato: additivi, o una eventuale marcescenza nel caso non fosse stato colto da poco, sono fattori che potrebbero peggiorare il dolore addominale. Il succo di carota è un toccasana incredibile: contrasta le ulcere intestinali e le situazioni precancerose, riduce i sintomi dello stress e favorisce le funzioni digestive fisiologiche. Scegliere le carote migliori è facile: basta optare per quelle con il ciuffo, che saranno sicuramente fresche. Il succo di sedano è un altro valido aiuto: anch’esso è un potente antinfiammatorio, che aiuta le normali funzioni dell’apparato digerente. Non ci stancheremo mai di ricordare che ogni verdura ha una sua stagionalità e va rispettata. Inoltre, un buon consiglio per avere sempre un mix di vitamine e sostanze benefiche è quello di utilizzare le verdure menzionate sopra, ma tenendo presente la varietà: sbizzarritevi quindi con centrifughe ricche di verdure miste. Una nota importante: luce e aria provocano in breve tempo un degrado di vitamine e antiossidanti. Le centrifughe vanno quindi fatte e bevute subito. All’interno di una dieta per le infiammazioni intestinali è possibile inserire anche la frutta, ma con cautela; a seconda delle situazioni, infatti, mangiarne troppa, oppure mangiarle tipologie dalle proprietà lassative (ciliegie, fichi d’india e uva), può aumentare il dolore addominale o scatenare diarrea.

LE PIANTE AMICHE: Per quanto riguarda la malattia di Crohn, la fitoterapia può risultare utile, specialmente nelle fasi iniziali della patologia. La comune Camomilla (Matricaria recutita) rimane sempre un eccellente rimedio per tutte le infiammazioni a carico dell’intestino. Se ne utilizzano i capolini, cioè le infiorescenze. E’ bene ricordare però che le semplici bustine-filtro del supermercato non svolgo la necessità attività terapeutica e che si deve ricorrere a camomilla scelta, costituita dalle sole infiorescenze, che si acquista in erboristeria o in farmacia. L’infuso si prepara mettendo due cucchiaini di camomilla scelto essiccata in 150 ml di acqua bollente e lasciando in infusione per 15 minuti. Vi consiglio di consumarne 3 tazze al giorno, dopo i pasti. Per notare i miglioramenti è necessario protrarre la cura per alcune settimane, e può essere utile associare alla camomilla dei semi (in realtà frutti!) di finocchio selvatico. Molto utile anche il gel di aloe vera, migliora il funzionamento dell’apparato gastro-intestinale e riduce alcuni dei più comuni disturbi come bruciore di stomaco, gonfiore, spasmi addominali, gastrite. Il gel dell’Aloe migliora l’attività della flora batterica intestinale, normalizza il PH tra stomaco e intestino e agisce sul funzionamento del pancreas e colon, riducendo la formazione di batteri patogeni. Infine, il gel dell’Aloe ha proprietà cicatrizzanti e quindi favorisce anche la risoluzione di piccole alterazioni della mucosa intestinale. Infine per la retto-colite ulcerosa, così come per il morbo di Crohn e la colite ulcerosa, le piante medicinali di prima scelta sono due specie che non appartengono alla nostra flora, e precisamente la Boswellia serrata e la Curcuma longa, che si possono facilmente reperire in qualunque farmacia o erboristeria.

La Boswellia serrata è stata osservata in differenti studi condotti su pazienti affetti da retto-colite ulcerosa e morbo di Crohn, nei quali l’uso giornaliero, ha garantito una riduzione delle dosi di mesalazina (antinfiammatorio generalmente utilizzato in tali condizioni), con un deciso miglioramento della sintomatologia lamentata. Alcune ricerche dimostrano che la boswellia può indurre la remissione della malattia dal 70% all’82% delle persone. L’assunzione di 300-350 mg per 3 volte al giorno di Boswellia serrata dovrebbe risultare già sufficiente a garantire un primo effetto terapeutico.

Boswellia serrata e il suo incenso

E’ già nota da tempo l’azione favorevole della Curcuma longa sul mantenimento dello stato di remissione nella colite ulcerosa; in uno studio infatti si dimostra l’efficacia dell’associazione di curcumina (principio attivo della pianta al quale si riconduce l’attività antinfiammatoria) alla terapia convenzionale con mesalazina nella fase di attività lieve-moderata della malattia per indurre lo stato di remissione.

Written by Paola Olivieri