ottobre 12, 2016 VIVERE GREEN Nessun commento

Prezzo decuplicato in pochi anni per moda ‘all natural’

 

La vaniglia naturale è in pericolo. Un articolo su “Chemical and Engineering news”, dichiara che tale aroma naturale, vale a dire ricavato dalle piante e non prodotto da processi chimici, purtroppo è ormai difficilmente reperibile in tutto il mondo. Questa scarsità è dovuta dalla concomitanza di richieste che aumenta costantemente e di rese in grande esaurimento.

Utilizzato molto in pasticceria, nell’industria alimentare, e anche nella cosmesi e profumeria, l’80% della vaniglia naturale che si adopera nel mondo, illustra l’articolo, arriva dal Madagascar, dove però nell’ultimo anno si è verificato una diminuzione del 50% della produzione a 1500 tonnellate, dovuta dall’azione di anticipare il raccolto per sfuggire al furto delle piante. Tutto ciò ha aumentato il prezzo dei semi di vaniglia a 225 dollari al chilo, e quello dell’estratto, a stento il 2% del peso dei semi, a 11mila dollari al chilo, quando nel 2012 era 1250.

Inoltre, stando al parere del centro ricerche Mintel, la domanda è destinata ad aumentare ancora di più, dato che, solo negli Usa il 2% dei nuovi cibi e il 3% delle bevande prodotte l’ultimo anno erano aromatizzate alla vaniglia, e al momento sono 18mila i prodotti nel mondo che la racchiudono.

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Oltretutto le industrie hanno da tempo escogitato il sistema di sostituire l’estratto naturale con uno simile sintetico, del quale se ne creano 18mila tonnellate l’anno, ma le domande in aumento dei prodotti ‘all natural’ pongono in crisi il sistema. “Dobbiamo far crescere più piante – dichiara Carol McBride dell’azienda Usa Symrise -, tutelando la sostenibilità della vaniglia così da poterla preservare per le generazioni a venire.

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Written by Paola Olivieri