Arctostaphylos uva ursi L. – Parte utilizzata: foglia

Descrizione. Questo piccolo arbusto sempreverde, dai lunghi steli rampanti, forma dei piccoli cespugli che si possono scoprire nel sottobosco e nei terreni rocciosi delle regioni montagnose, ha foglie coriacee di color verde scuro; i frutti sono bacche globose, rosse, contenenti una polpa acida e farinosa non commestibile. L’UVA URSINA è diffusa nel nord Europa, Asia e nord America; cresce bene anche nell’Italia del Nord e del Centro, in prevalenza sulle Alpi e sugli Appennini. Il suo nome latino “uva dell’orso” allude ai frutti farinosi e appetitosi di cui gli orsi vanno ghiotti.

 

Storia:  Una leggenda medievale rivela che, molto tempo fa, un uomo inseguito da un orso affamato, si rifugiò in una grotta; dinanzi all’ingresso della grotta c’era un grande cespuglio di uva ursina pieno di bacche. L’orso mangiò di gusto tutte le bacche e se ne andò, scordandosi dell’uomo, che così fu salvo. Da quel momento l’orso divenne inoffensivo e non attaccò mai più nessuno. Di qui deriva il nome di uva ursina, dal momento che gli orsi ne sono davvero ghiotti.  L’uva ursina è già da secoli che è conosciuta per le sue proprietà in grado di curare tutte le forme di infezione delle vie urinarie, quali cistiti, uretriti o prostatiti. Era però sconosciuta ai Greci e ai Latini, infatti sembra che sia stata importata dall’Asia e poi scoperta dal botanico francese Michel Adanson nel 1763 che la classificò col termine Arctostaphilos (dal greco arctòs che significa”orso” e staphilos “uva”).

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Proprietà: L’uva ursina è adoperata fondamentalmente per curare la cistite, nelle sue forme recidive, appunto per questo è specialmente adeguata per le persone che sono frequentemente soggette a questo disturbo. L’azione dell’uva ursina è data dalla sinergia di alcuni elementi, il maggiore è l’arbutina, che possiede notevoli proprietà antibatteriche contro l’Escherichia coli, agente patogeno responsabile di numerose infezioni urinarie (cistiti); l’arbutina viene metabolizzata in idrochinone e eliminata per via urinaria. L’Uva ursina è inoltre una fonte importante di tannini che hanno virtù anti-infiammatorie e diuretiche e partecipano all’aumento del volume delle urine e all’eliminazione renale dell’urea. L’uva ursina viene usata anche in cosmesi per sbiancare le macchie scure della pelle che si manifestano come risultato di invecchiamento ed esposizione solare. In base a diversi studi scientifici tale proprietà è data dalla capacità dell’uva ursina di inibire un enzima che trasforma la tiroxina in melanina.

Impiego: L’uva ursina può essere assunta sotto forma di varie preparazioni, come l’infuso, il decotto o il macerato freddo.

  • Infuso: Versare l’acqua bollente (1L) sulle foglie secche di uva ursina (20 g) e lasciar riposare per qualche minuto. Filtrare e berne 3-4 tazze al giorno.
  • Decotto: Un cucchiaio scarso (2 grammi di foglie in polvere) in 150 ml di acqua fredda. Portare ad ebollizione e lasciar bollire per 15 minuti. Filtrare e berne 3-4 tazze al giorno. E’ più attivo dell’infuso, dato che l’arbutina si dissolve meglio nell’acqua in ebollizione, ma è anche più amaro.
  • Macerato: Lasciar riposare le foglie secche (3 grammi) in acqua fredda (150 ml) per 6-12 ore, da somministrare 4 volte al giorno. Tale preparazione consente di ottenere una preparazione meno ricca di tannini, quindi indicata per soggetti gastrosensibili, e secondo alcune segnalazioni anche più ricca di arbutina.

Estratto secco di Uva ursina

 

In tutti e tre i casi si ha un potenziamento dell’attività antimicrobica dell’arbutina, e con l’assunzione di liquidi e l’attività diuretica che ne consegue si compie un’azione dilavante sulle vie urinarie. Si può valutare anche l’assunzione di capsule o compresse, che risulteranno anche più semplici, contenenti estratti standardizzati in arbutina, tanto diffuse in commercio e da assumere in base alle istruzioni del produttore (di solito si raccomanda l’assunzione giornaliera di un quantitativo tale da procurare 400-800 mg di derivati idrochinonici). In tutti e due i casi se ne suggerisce l’assunzione lontano dai pasti.

 

AVVERTENZE: L’uva ursina è controindicata durante gravidanza e allattamento, ed in caso di patologie come insufficienza renale e allergia all’acido acetilsalicilico. Non dovrebbe essere assunta per oltre una settimana (o per più di cinque volte all’anno) senza consultare il medico. Leggere le avvertenze riportate in etichetta e non superare le dosi d’assunzione specificate. Non assumere al di sotto dei 12 anni. L’uva ursina rende l’urina colore marrone, che si scurisce a contatto con l’aria. I tannini, presenti nelle foglie, hanno un’azione irritante sulla mucosa gastrica; per questo motivo si sconsiglia l’uso prolungato (infatti può provocare nausea e vomito); ma questo effetto collaterale può in ogni caso essere limitato aggiungendo un pizzico di foglie di menta piperita all’infuso di uva ursina.

 

ASSOCIAZIONI

INFEZIONI DELLE VIE URINARIE

Mirtillo rosso

ANTISPASMODICA E ANTIFLOGISTICA

Camomilla e Mirtillo nero

DROGHE DIURETICHE

Tarassaco, gramigna, equiseto, verga d’oro

 

 

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Written by Paola Olivieri