Thymus vulgaris L.

Parte utilizzata: sommità fiorite e le foglie, da cui si estrae l’olio essenziale di timo.

Descrizione. Il Timo è una piccola pianta perenne sempreverde, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, molte volte ha forma semi arbustiva, in genere è di dimensioni contenute, soprattutto in altezza, e non supera i 25-35 cm, ma forma ampie macchie, con il passare degli anni. L’apparato radicale è fascicolato e di consistenza legnosa. Le foglie sono tondeggianti o ovali, di dimensioni decisamente piccole, e assieme ai fusti sottili, ramificati, dona all’intera pianta un aspetto denso e compatto; inoltre le foglie sono ricoperte da una sottile peluria, che in molte specie le rende di colore grigiastro, ma esistono piante di ogni colore, dal verde scuro, al giallo, con foglie variegate, striate, o con margine in colore contrastante. In primavera inoltrata o in estate all’apice dei sottili fusti sbocciano minuscoli fiorellini, in genere di colore rosato, riuniti in infiorescenze a spiga o tondeggianti; alcune specie e varietà sono molto fiorifere, e all’apparenza ricordano un tappeto di fiori. Il frutto è un tetrachenio costituito da cocchi ovoidali. Le foglie ed i fiori sono fortemente aromatici, e questa caratteristica li rende molto interessanti come piante aromatiche, hanno sapore amaro ed aroma intenso di canfora. Esistono inoltre circa duecento specie di Tymus vulgaris, e dalle più diffuse sono stati ottenuti quasi altrettanti ibridi.

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Thymus vulgaris L.

Storia. Il Timo si sviluppa in tutta Europa, dalla Spagna fino al nord del Regno Unito, e in tutta l’area mediterranea; molte specie sono diffuse in Asia, sia nelle zone tropicali, sia sugli altopiani himalayani. Il nome del timo deriva dal greco, e significa coraggio; anticamente si riteneva che questa erba infondesse coraggio a chi ne portava dei rametti, ed era utilizzata come dono per coloro che partivano in battaglia. soldati tonificavano il loro corpo lavandosi con acqua di timo e bevevano tisane per rinvigorire il loro animo. Ma si cercava anche di infondere il coraggio in situazioni meno pericolose: ai bimbi che temevano il buio, veniva messo del timo sotto il cuscino, per infondere un sonno privo di incubi. Gli Egizi adoperavano il timo per preparare unguenti per l’imbalsamazione, pensando che l’anima dei defunti potesse risiedere nei suoi fiori. Questo è attualmente spiegabile per la presenza, nel timo, di oli essenziali in grado di impedire la putrefazione e la proliferazione batterica. Gli antichi Greci amavano consumare il miele che le api producevano visitando la pianta, dando da bere agli invitati dei loro banchetti, prima del pasto, una coppa di vino aromatizzato con miele al timo ed altri ingredienti. Anche i Romani sfruttavano le sue proprietà antisettiche per conservare derrate alimentari, per purificare l’aria negli ambienti chiusi, per aromatizzare cibi e formaggi e bruciavano la pianta, credendo che i fumi avrebbero tenuto lontano gli scorpioni. Plinio lo raccomandava come antidoto per le morsicature e il mal di testa, scrivendo: “per il mal di testa un decotto preparato in aceto viene applicato sulle tempie”. Le proprietà medicinali eculinarie di questa pianta erano talmente note, che Carlo Magno ordinò che il timo fosse coltivato in tutti i giardini erboristici e negli orti dei monasteri. Santa Ildegarda, una famosa erborista dell’antichità, utilizzava il timo contro lebbra e pidocchi; mentre più tardi il Mattioli, illustre botanico, affermò che la pianta combatteva asma, dolori reumatici, infezioni dell’apparato genitale e urinario, infiammazioni della vescica e batteri a livello gastrointestinale.

Proprietà. Al timo sono conferite, sin dai tempi antichi, proprietà antisettiche e antibatteriche, ciò per via di una sostanza contenuta in esso chiamata “timolo”, apportando benefici al tratto gastrointestinale, e utile contro le infezioni delle vie urinarie e non solo. L’uso del timo è, inoltre, indicato per risolvere problemi dell’apparato respiratorio, come asma o tosse, ad esempio, per merito delle sue proprietà espettoranti. Inoltre possiede anche proprietà antispasmodichestomachiche, antimicrobiche; l’attività stomachica e antispasmodica sono attribuibili ai flavonoidi presenti nella pianta, mentre le proprietà antimicrobiche ed espettoranti sono ascrivibili all’olio essenziale estratto dalle sommità fiorite. L’efficacia del timo è piuttosto consolidata, tanto che il suo utilizzo è stato ufficialmente approvato per il trattamento di bronchiti e tosse.
Questa pianta è, ulteriormente, consigliata per eliminare i batteri che causano i cattivi odori nelle scarpe e per svolgere un’azione antifungina, se applicata sulle ferite. Il timo vanta anche un’azione antiossidante, infatti, è adatto per contrastare i radicali liberi, grazie ai flavonoidi polinsaturi che contiene: apporta, inoltre, dei benefici alle membrane cellulari ed è utile contro le micosi e le affezioni cutanee, come l’acne e la candida.

Impiego. Le foglie essiccate di timo sono usate in infuso per l’attività stomachica ed antispasmodica, è anche un ottimo rimedio contro asma, raffreddore da fieno e tutte le allergie; in piccole dosi serve anche per le fermentazioni intestinali ed esternamente come colluttorio o gargarismo per il trattamento delle infezioni catarrali del cavo orofaringeo e dell’apparato respiratorio.  L’olio essenziale ha principalmente attività antimicrobica. Decotti e infusi sono usati per detergere piccole piaghe e ferite, ha infatti attività battericida a causa dei componenti fenolici, timolo e carvacrolo che insieme costituiscono dal 25 al 40 % dell’essenza.

Tisana contro tosse e catarro e per favorire la digestione:

Ingredienti: 2 gr di foglie di timo e 200 ml di acqua bollente

Preparazione: lasciare in infusione le foglie di timo nell’acqua bollente per circa 10 minuti. Filtrare e bere aggiungendo 1 cucchiaino di miele per rendere più gradevole il sapore.

Tisane e sciroppi di timo stimolano l’appetito e favoriscono il buon funzionamento epatico.

Le proprietà antisettiche vengono sfruttate soprattutto per produrre dentifrici, prodotti per migliorare l’alito, o anche caramelle, sciroppi e collutori da utilizzare per combattere problemi gengivali, laringiti e faringiti. Il potere antisettico del timo viene sfruttato anche nella produzione di lozioni e prodotti per l’igiene personale, e soprattutto nei gel utilizzati per disinfettare la cute delle mani. Si preparano anche ottimi prodotti a base di timo, da utilizzare per i problemi legati alla salute della pelle. Possiede un’energica azione defatigante sul viso, per la presenza di mucillagini e stimolante della circolazione superficiale. Oggi il timolo viene utilizzato per produrre farmaci contro l’aritmia cardiaca, contro il glaucoma, per abbassare la pressione sanguigna. Il timo è una pianta aromatica di tutto rispetto, ed in cucina è molto apprezzato sia per le qualità organolettiche che per l’effetto digestivo. Si sposa bene con molti cibi come carni arrosto o in umido, pesce, verdure, funghi, oli e aceti aromatici e serve a preparare pizze insieme a sesamo e limone.

Avvertenze. Evitare l’uso di preparati a base di timo in caso di gastrite, ulcera peptica, dermatiti (uso esterno) oppure ipersensibilità accertata verso uno o più componenti. A scopo precauzionale, si sconsiglia l’utilizzo del timo anche in gravidanza e durante l’allattamento. Un consumo eccessivo di timo può causare vomito, astenia, nausea, difficoltà respiratorie, bradicardia e diminuzione della temperatura corporea. L’assunzione di timo può, inoltre, provocare reazioni allergiche cutanee, simili ad orticaria. Per chi soffre di ipotiroidismo è preferibile non utilizzare il timo, perché potrebbe esercitare effetti stimolanti sulla ghiandola tiroide. L’olio di timo può causare in preparati cosmetici anche fenomeni allergici.

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Written by Paola Olivieri