Salvia officinalis

Parte utilizzata: sommità fiorite e foglie.

Descrizione. La Salvia è una pianta perenne, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Al genere delle salvie appartengono circa 500 specie diverse, molte delle quali sono spontanee nel bacino mediterraneo. Esistono salvie perenni e altre annuali, molte vengono coltivate esclusivamente per il valore decorativo dei loro fiori imbutiformi, che si ergono su alti steli. Gli arbusti di Salvia officinalis, la più comune, sono sempreverdi e rustici, solitamente compatti ed eleganti, a pieno sviluppo possono raggiungere anche un metro di altezza. Possiede un fusto legnoso alla base, ramificato, con peli patenti, e foglie con picciolo di 10-15 mm e lamina lanceolata (1 x 2-3 cm), ottusa, crenata sul bordo. L’infiorescenza è verticillastri 5-10flori, più o meno unilaterali, l’inferiore avvolto da una coppia di foglie bratteali. Calice campanulato, ferrugineo con tubo di 5-7 mm e denti di 4-6 mm. Corolla violacea, più raramente rosea o sbiancata, con tubo di 10-15 mm e labbro superiore di 7-10 mm. Frutto schizocarpico con 4 mericarpi (nucule) subglobosi di colore castano scuro.

Salvia officinalis

Storia.  Il nome Salvia deriva dal latino “salvus” (sano) riferendosi alle sue indiscusse virtù terapeutiche, amatissima nella storia, considerata sacra nella Bibbia.
Reputata da Greci e Romani l’erba della salute, la salvia doveva essere raccolta con un rituale specifico, senza l’uso d’oggetti di ferro, indossando una tunica bianca con i piedi scalzi e ben lavati.
Le maggiori proprietà conosciute della pianta sono antisettico, digestivo e calmante. Secondo la tradizione veniva adoperata in infuso per combattere l’eccessiva sudorazione o contro l’esaurimento nervoso, o era strofinata fresca per disinfettare le ferite o per rendere più bianchi i denti.
Anche nel Medioevo la salvia era considerata una vera panacea, la più efficace di tutte le medicine. Il suo raggio d’azione era vastissimo, e con il verbo “salviare” si intendeva esattamente la sua prescrizione.
La stessa Scuola Medica Salernitana riportava:“perché dovrebbe morire l’uomo nel cui giardino cresce la salvia?” confermò l’elevato valore conferito al piccolo arbusto dalla medicina del tempo.
Definita anche “erba sacra”, la salvia si riteneva un potente afrodisiaco maschile, capace oltre a ciò di sostenere le gravidanze ed aumentare la fertilità femminile. In più in epoca medioevale a questa pianta somministrata con il cibo, come tutte le medicine del tempo, si cominciò a riconoscere anche il ruolo di condimento capace di rendere più “buono” il cibo.

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Proprietà. Alla Salvia sono conferite proprietà antibatteriche, antimicotico, antinfiammatorie, virustatiche, astringenti e antisudorifere. Alcuni studi hanno dimostrato che la salvia è in grado di esercitare un’azione coleretica, e ciò la rende un aiuto nel contrastare eventuali sintomi dispeptici.
La maggior parte delle sopraindicate proprietà sono attribuite soprattutto all’olio essenziale contenuto nella pianta.
Altre ricerche hanno dimostrato come l’acido rosmarinico, contenuto nella Salvia, è in grado di esercitare un’azione antidiabetica attraverso la diminuzione dei livelli elevati di glicemia e l’inibizione della perossidazione lipidica e, al tempo stesso, sia in grado di esercitare anche un’azione antiossidante, favorendo l’attività di enzimi quali la superossido dismutasi e la catalasi. La Salvia, in virtù delle sue proprietà coleretiche, può essere considerata un valido aiuto nel contrastare i disturbi digestivi e può essere utile anche in caso di perdita dell’appetito. Inoltre, si rivela opportuna anche per curare le sindromi mestruali dolorose e i disturbi della menopausa. Riesce a combattere gli stati di astenia e di umore basso ed è indicata particolarmente nel caso di esaurimento fisico, oltre che per aiutare la memoria. Fra le differenti proprietà annoverate alla salvia, risalta di sicuro la sua attività antisudorifera, utile per contrastare l’eccessiva sudorazione. Grazie alla sua azione antinfiammatoria e antibatterica, la Salvia può essere adoperata nel trattamento delle infiammazioni della mucosa orale e della mucosa faringea. Contribuisce a mantenere rinvigorita la pelle, infatti la salvia è usata anche in cosmesi.

Impiego.
BELLEZZA: Le foglie fresche strofinate sui denti li rendono più bianchi e purificano l’alito. Il decotto di salvia si usa, in fase di risciacquo, per mantenere il colore ai capelli scuri, e picchiettato sulla pelle del viso esercita una funzione detergente e astringente.

SALUTE: Tisana per favorire la digestione:

Ingredienti: 2 gr di foglie di Salvia e 200 ml di acqua bollente, funzione.

Preparazione: lasciare in infusione le foglie di timo nell’acqua bollente per circa 10 minuti. Filtrare e bere.

Per di più riduce la sudorazione dovuta a stanchezza, diminuisce il livello della glicemia e opera come antidepressivo.

Contro le infiammazioni della mucosa orofaringea:

Soluzione per gargarismi e risciacqui.

Preparazione: lasciare in infusione 2,5 grammi di droga in 100 ml di acqua, oppure, 2-3 gocce di olio essenziale sempre in 100 ml di acqua.

CUCINA: La Salvia è molto apprezzata in cucina perché aggiunge sapore a molte pietanze e digeribilità alle carni grasse. Di solito si ritiene eccessivo combinarla ad altri aromi, in quanto il suo profumo fortemente preponderante annulla gli altri. Quest’erba è ideale per aromatizzare il burro o l’aceto. Una ricetta semplice e stuzzicante a base di salvia è la seguente: Si raccolgono le foglie più grandi e, dopo averle lavate e asciugate, si immergono nella pastella per fritture (composta di farina, acqua, olio e un pizzico di sale e da un albume montato a neve) quindi si dorano, ponendole per pochi minuti nell’olio bollente, e si gustano ben calde.

Avvertenze. Evitare l’uso di preparati a base di Salvia in caso di epilessia o ipersensibilità accertata verso uno o più componenti. E’ controindicata alle donne che stanno allattando e ai pazienti che soffrono di insufficienza renale o instabilità neurovegetativa. Ciò è dovuto dalle grandi quantità di tujone, una sostanza che in dosi elevate è neurotossica e può generare convulsioni. Presenta, inoltre, capacità abortive, per cui non è raccomandata per le donne in stato di gravidanza. Assunta alle dosi consigliate, la salvia non dovrebbe causare effetti indesiderati di alcun tipo. Tuttavia, in seguito all’assunzione interna di olio essenziale di salvia per periodi prolungati o in seguito a un iperdosaggio, potrebbero manifestarsi sintomi come: tachicardia, vampate di calore, vertigini e convulsioni.

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Written by Paola Olivieri