Cucumis melo L. Parte utilizzata: frutto

Descrizione. Il Melone, il termine indica sia il frutto che la pianta stessa, è una pianta annuale rampicante appartenente alla famiglia delle Cucurbitacea, costituita da un fusto principale strisciante, che si ramifica e, grazie ai viticci, può diventare rampicante, se fornito di sostegni. Le foglie sono arrotondate, reniformi o divise in lobi, ruvide al tatto. Le radici sono molto sviluppate in superficie, ma scendono molto anche in profondità. La pianta di melone è di norma monoica: prima si sviluppano fiori maschili, poi i fiori femminili; però non sono rari i tipi andromonoici con fiori maschili e fiori ermafroditi. Il frutto è un peponide di notevoli dimensioni e peso (1-4 Kg) costituito da un epicarpo (“buccia”) saldato a un mesocarpo carnoso che costituisce la parte edule, al cui interno si forma una cavità riempita da un massa spugnosa e flaccida nella quale sono inseriti numerosi semi. Questi sono allungati, appuntiti a un’estremità, bianchi, di peso variabile da 20 a 70 mg.

Varietà: In base alle caratteristiche del frutto si distinguono 3 gruppi varietali di melone: cantalupi, retati e da inverno.
 Meloni cantalupi: i frutti sono globosi, a buccia liscia o leggermente verrucosa, di colore verde-grigio, con solchi ben marcati; la polpa ha colore aranciato o salmone ed è molto profumato; questi  meloni sono precoci, di media pezzatura (peso da 0,6 a 1,5 Kg), poco serbevoli.
– Meloni retati: i frutti sono ovali o tondeggianti, con buccia fittamente reticolata per formazioni tuberose peridermiche; la costolatura spesso manca o è poco marcata; la polpa è di colore verde-giallo o arancione, molto profumata; il peso dei frutti oscilla da 1 a 2,5 Kg, la serbevolezza è scarsa. Siccome molte varietà di questo tipo provengono dagli U.S.A., questi meloni sono anche noti come meloni americani.
– Meloni da inverno: hanno frutti di medie e grandi dimensioni (peso da 1,5 a 4 Kg) apprezzati per la possibilità di essere conservati per molti mesi (fino all’inverno): i frutti sono lisci e senza costole, di colore giallo o verde scuro, con polpa bianca, verde chiaro o gialla, dolce ma poco profumata. Questi meloni sono coltivati principalmente nelle regioni meridionali dove l’ambiente caldo e secco favorisce la dolcezza e la serbevolezza dei frutti.
Molte sono le popolazioni locali di melone che però tendono ad essere soppiantate dagli ibridi F1 più uniformi e rispondenti per qualità e per resistenza a certe avversità (Fusarium, peronospora ecc.).

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Storia. Ciascuno di noi avrà senz’altro assistito al classico e antico rituale, risalente addirittura al medioevo, che precede l’acquisto di un melone. Si prende in mano con dolcezza, lo si annusa con fare interrogativo, lo si picchietta tamburellandolo con la nocca, per poi farvi con il dito indice delle leggere pressioni al centro. Tutto questo, per accertarsi o per tentare di indovinare, se il frutto ha raggiunto un grado di maturità sufficiente a sprigionare il suo potenziale di fragranza e sapore.  Antichissime ed ignote sono le sue origini. Alcuni studiosi dicono che provenga dall’Africa mentre altri dell’ Asia Minore, di sicuro non si conosce la specie selvatica a cui far riferimento. Già 3000 anni fa i Sumeri conoscevano il melone,  in un poema epico Cigalmesh l’eroe mangiava “meloni cassia”, frutti rappresentati sulle tavole imbandite di vari bassorilievi ed elencati anche in un assiro di erbe,  mentre nella città di Ur un residente di nome Ur-Nammu li piantò nel suo giardino. Quando Mosè condusse il popolo ebraico nel deserto dove vagò per 40 anni, uno dei prodotti alimentari che desiderava erano i meloni “il pesce, che abbiamo fatto mangiare liberamente in Egitto, i cetrioli, e meloni.” (11, 05 ). In tutto il Medio Oriente uno snack preferito erano i semi del melone che venivano essiccati e arrostiti. Un vecchio proverbio afferma che “colui che riempie lo stomaco con semi di meloni è come colui che lo riempie con la luce, non vi è baraka, benedizione, in loro”. ll medico greco Galeno discute i benefici medici dei meloni nei suoi scritti. Non erano grossi  come li conosciamo oggi ma delle dimensioni di un arancia. Nel I° secolo d.C, Plinio il Vecchio ha scritto di una pianta chiamata melopepo che “cresce su una vite che non pendono come il cetriolo, ma si trova piuttosto a terra”, descrive i frutti come sferica e di colore giallastro e osserva anche che si stacca facilmente dallo stelo, tutte caratteristiche che riportano al melone. L’accostamento al cetriolo da parte dell’autore latino non è del tutto arbitrario, entrambi sono infatti piante della famiglia delle Cucurbitacee, a cui appartiene anche l’anguria. Nel testo di Plinio compare anche il nome con il quale i meloni continuano ad essere chiamati ancora oggi nel sud Italia e in Toscana: ‘poponi’. Un dipinto murale è stato scoperto ad  Ercolano, vicino a Pompei, città sepolte nell’eruzione vulcanica nel 79 d.C. dove si raffigurano dei meloni tagliati a metà.

Proprietà. Le proprietà che accomunano i vari tipi di melone sono dovute alla presenza nel frutto di vitamine e Sali minerali importanti da cui il nostro organismo può trarre diversi benefici. AZIONE DIURETICA: i meloni sono tra i frutti più dissetanti perché, soprattutto quelli invernali contengono molta acqua. Quest’ultima, una volta entrata in circolo, aumentando il volume sanguigno, favorisce la filtrazione del plasma attraverso i reni e quindi la diuresi. Da questo meccanismo tutto il corpo ne trae beneficio: l’acqua diluisce e porta con sè tutti i prodotti di scarto dai organi, in primis dal fegato, depurando l’organismo dalle scorie; EFFETTO LASSATIVO: tutti i tipi di melone contengono buone quantità di fibra solubile che insieme all’acqua forma una sorta di gel che nell’intestino favorisce lo scivolamento delle feci; EFFETTO IPOTENSIVO: sono soprattutto i meloni estivi utili ad abbassare la pressione sanguigna perché rispetto a quelli invernali contengono molto più potassio, un minerale che favorisce l’eliminazione di acqua attraverso le urine facendo diminuire il volume del sangue e quindi la pressione all’interno dei vasi; Per i muscoli grazie alla ricchezza in sali minerali, il melone è un ottimo spuntino per gli sportivi perché utile a reintegrare il bilancio idrosalino dopo l’allenamento e soprattutto d’estate quando, a causa del caldo, vengono perse grandi quantità di acqua e sali minerali con la sudorazione.

Il melone nelle diete. Essendo poco calorico, il melone, in tutte le sue varietà può essere tranquillamente consumato anche nel contesto di diete ipocaloriche. Una porzione media si aggira intorno a 250 grammi e può essere mangiato anche tutti i giorni. Nelle diete ipocaloriche è vantaggioso consumarlo come spuntino perché, ricco di acqua, dà subito un senso di sazietà al costo di pochissime calorie. In caso di carenza di ferro, grazie al contenuto in vitamina C, il melone può essere abbinato ad alimenti contenenti ferro. La vitamina C, infatti, aumenta l’assorbimento di ferro a livello intestinale. Un esempio? Il diffusissimo antipasto melone e prosciutto crudo è una soluzione ipocalorica per l’anemia.

 

Impiego. Il melone crudo e cotto, grazie al suo sapore versatile viene utilizzato in tantissimi modi diversi in cucina: si prepara il famoso liquore al melone detto meloncello, si possono preparare antipasti sfiziosi, si può preparare la marmellata di melone e si possono arricchire insalate e frullati.

Meloncello

Il melone, ricco di vitamina C ed A e in minore quantità anche di vitamine del gruppo B, apporta anche molti benefici in campo estetico. Può essere considerato un vero alleato per il benessere di pelle e capelli. Facilita l’abbronzatura: le varietà estive cantalupo e retato contengono nella loro polpa grandi quantità di beta-carotene, un antiossidante responsabile del colore giallo-arancio. Il beta carotene tende ad accumularsi nello strato sottocutaneo e, essendo un pigmento, protegge la pelle dall’esposizione solare conferendole, nel contempo, una piacevole doratura. Previene l’invecchiamento della pelle: la vitamina A e la vitamina C, agiscono da potenti antiossidanti, sono capaci di inattivare molecole dette radicali liberi, che danneggiando le strutture cellulari provocano invecchiamento cutaneo. Le vitamine del gruppo B,inoltre, favoriscono la duplicazione cellulare e quindi il rinnovamento dei tessuti. Rinforza i capelli: i sali minerali contenuti nel melone sono fondamentali per la struttura stessa del capello che è formato, infatti di amminoacidi costituiti da sali minerali e vitamine.

Il melone, soprattutto nelle varietà estive più ricche di potassio, può essere utilizzato per preparare maschere ed impacchi naturali fatti in casa.

Maschere al melone per i capelli: per restituire ai capelli secchi e sfibrati i sali minerali e le vitamine necessarie per ricostruire le strutture che lo compongono, si può applicare sul cuoio capelluto e sulle lunghezza un impacco ottenuto frullando 50 grammi di polpa di melone e 20 grammi di olio di oliva. Si lascia in posa per 10 minuti.

Maschere al melone per il viso: rinfrescante e dall’effetto antiossidante grazie alle vitamine A e C, la maschera al melone per la pelle è semplicissima da preparare: basta frullare la polpa del frutto e mischiarla con lo yogurt che disinfetta essendo acido quindi si lascia in posa per 15 minuti.

Avvertenze. Evitare l’uso di Melone e di preparati a base di melone in caso di di ipersensibilità o allergia specifica. Il melone apporta controindicazioni nel caso in cui si esagera nel consumo giornaliero del frutto, questo infatti stimolando la digestione, se viene mangiato in porzioni eccessive, può avere effetti lassativi. 

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Written by Paola Olivieri