DOLCE DONO DELL’INVERNO, APPORTA TANTI SALI MINERALI, FIBRE E CARBOIDRATI CHE RIEQUILIBRANO LO STOMACO E ANCHE IL SISTEMA NERVOSO.

Con i suoi frutti dolcissimi color arancio acceso, il Cachi regala ai giardini e alle campagne l’allegria dell’ultimo, pallido sole d’inizio inverno. In effetti il Diospyros kaki, originario della Cina e del Giappone, quando giunse in Europa alla fine del Settecento, fu apprezzato soprattutto come pianta ornamentale oltre che per la sua resistenza ai parassiti e alle avversità atmosferiche. Solo più tardi, durante il Novecento, il frutto del cachi cominciò a essere studiato per le sue proprietà curative. Il nome Cachi è composto nda ka (anima) e ki (energia della terra): non a caso il frutto viene offerto in dono durante i rituali shintoisti e nelle feste che celebrano la fine di un ciclo cosmico, come il Capodanno. Il Cachi è considerato l’albero della pace, poiché sopravvisse al bombardamento nucleare di Nagasaki. Raccogli dei Cachi nostrani, portali a casa e tienili sopra un piatto: lasciali ammorbidire al caldo, annusane ogni giorno il profumo antistress e gustali quando sono maturi.

 

Una generosa fonte di zuccheri buoni. Ricco di zuccheri, proteine e povero di grassi, il Cachi contiene anche numerose vitamine (A, B, C, E), aminoacidi e sali minerali, in particolare fosforo e potassio (da 160 a 170 mg) e antociani antinfiammatori. Ottimo ad ogni età, è eccellente per gli astenici e gli inappetenti, perché oltre ad essere facile da digerire e super nutriente è un toccasana per l’intestino, che sfiamma e riequilibra, contrastando sia la stipsi che la colite. Inoltre la sua ricchezza di potassio lo rende prezioso per chi fa attività sportiva, perché aiuta a ridurre gli effetti della fatica e contrasta gli spasmi muscolari.

PERCHÉ FA BENE: Rinforza la milza e la circolazione. I Cachi sono ricchi di proantocianidine che riequilibrano la pressione sanguigna e contrastano l’aggregazione piastrinica, riducendo il rischio di patologie cardiovascolari. Uno studio pubblicato su Food Chemistry ha rilevato che l’integrazione dei Cachi nella dieta degli animali da laboratorio avrebbe la capacità di ridurre del 20% circa il valore di colesterolo totale, del 31% il valore del colesterolo cattivo (LDL) e del 19% il valore dei trigliceridi. I Cachi fanno bene anche a milza, pancreas e fegato, su cui esercitano un’azione depurativa.

DECOTTO O MACEDONIA: Puoi usare anche foglie e piccioli. Il Cachi si gusta al naturale o in macedonia, con poco succo di limone e un pizzico di cannella, che migliora l’assorbimento delle sue vitamine e previene gli sbalzi glicemici. Se ti senti giù di tono, trita il picciolo di un frutto e 3-4 foglie e aggiungili all’insalata. In alternativa, prepara un decotto con 5 foglie di Cachi messe in infusione in una tazza d’acqua e bevilo tutte le mattine per 10 giorni: ti protegge da contagi e influenza.

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Written by Paola Olivieri