Angelica officinalis L. – Parte utilizzata: si utilizzano i frutti e le radici, raccolti quando la pianta ha 2 anni.

Descrizione: L’Angelica appartiene alla famiglia delle Apiaceae (o Umbelliferae) ed è originaria dell’Europa settentrionale. E’ una pianta erbacea perenne o biennali che può raggiungere anche i due metri di altezza. con portamento eretto, fusto robusto, in genere rossastro, percorso da numerose scanalature e molto ramificato con radice fittonante, grossa, carnosa, di colore bruno all’esterno e bianca all’interno. Le foglie sono alterne, bipennatosette, formate da numerose foglioline dentellate, larghe, di colore verde, più chiaro nella pagina inferiore e portate da dei lunghi piccioli e provviste di un’ampia guaina di colore verde chiaro che avvolge lo stelo. I fiori sono giallo-verdastri disposti in ombrelle alla sommità degli steli con 20-30 raggi, vellutati alle estremità. I frutti sono degli acheni di colore marroncino provvisti di due semi con tre costole dorsali ben evidenti. La specie coltivata ed utilizzata a scopo officinale è l’Angelica archangelica (o Angelica officinalis), che non và confusa con l’Angelica silvestris (o Angelica selvatica), ma dalla quale differisce perché molto meno profumata, più piccola sia come altezza che come dimensioni delle foglie che sono verdi uniforme su entrambe le pagine ed i fiori sono di colore bianco-rosato, ma esistono anche una trentina di altre specie. E’ diffusa nell’Europa nord orientale mentre in Italia non si ritrova facilmente allo stato spontaneo. La si ritrova solo in alcune zone soleggiate e fresche, riparate dal vento in alcune valli delle alpi e degli appennini fino a 3.000 m d’altitudine.

 

Storia. L’Angelica era sicuramente una delle piante officinali più conosciute del Medioevo. Secondo la leggenda, pare che venne donata agli uomini dall’Arcangelo Raffaele, nome ebraico dal significato “medico di Dio”, considerato l’angelo della guarigione e il custode dell’umanità. I monaci Benedettini ne facevano largo uso nella preparazione dei cibi e dei liquori. Tante le proprietà terapeutiche riconosciutegli: aperitive, digestive, carminative, diuretiche, toniche, aromatiche, espettoranti. Secondo le credenze popolari l’Angelica era un ottimo rimedio per curare qualsiasi tipo di febbre. Ildegarda (XII sec.) consigliava questa preparazione:
Quando una persona ha febbre, non importa per quale motivo, prenda radici di Angelica e le pesti un po’. Così pestate o schiacciate, le copra con un mezzo bicchiere di vino e le lasci riposare tutta la notte. Il mattino dopo aggiunga ancora un po’ di vino e ne beva a digiuno, faccia questo per tre o cinque giorni e verrà guarito.” Fu durante il Rinascimento che l’Angelica, chiamata anche “Arcangelica” o “erba degli angeli” o “erba dello Spirito Santo”, venne identificata anche come rimedio contro la peste. A questa pianta officinale oltre alle qualità terapeutiche gli si attribuivano pure virtù magiche. Ne venivano donate delle foglie o dei fiori per garantire una vita lunga e sana, oppure i fiori e le foglie essiccate erano conservati tutto l’anno come portafortuna nella ricerca dell’anima gemella. In cucina le giovani foglie si consumano sia crude che cotte, mentre i gambi teneri, una volta canditi, possono servire a decorare le torte.

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Radice di Angelica

 

Proprietà: l’Angelica è una pianta dotata di proprietà spasmolitiche, carminative, procinetiche, eupeptiche, colagoghe e amaricanti. Ciò significa che questa pianta è in grado di stimolare la secrezione dei succhi gastrici, favorire il transito intestinale, stimolare la produzione della bile e allo stesso tempo favorirne l’escrezione. Il tutto si traduce in un aumento dell’appetito e in una facilitazione dei processi digestivi.
Tali proprietà sono state ampiamente confermate; infatti, l’utilizzo di questa pianta ha ottenuto l’approvazione ufficiale per il trattamento dei disturbi dispeptici e per contrastare l’inappetenza. L’olio essenziale di Angelica rilassa la muscolatura liscia dell’intestino e dell’utero, mentre l’estratto acquoso provoca inizialmente una contrazione della muscolatura liscia e poi un rilassamento prolungato. Si conferma quindi l’uso tradizionale dell’Angelica nel trattamento degli spasmi intestinali e dei crampi uterini; la sua attività sugli altri muscoli lisci giustifica inoltre l’effetto ipotensivo (muscolatura liscia vascolare) e l’attività broncodilatatoria (muscolatura liscia bronchiale) tradizionalmente sfruttata nel trattamento dell’asma. Inoltre, in studi condotti in vitro, l’olio essenziale di angelica ha dimostrato di possedere interessanti attività antibatteriche e antimicotiche nei confronti di microorganismi, quali: Clostridium difficileClostridium perfringensEnterococcus faecalisEubacterium limosumPeptostreptococcus anaerobius e Candida albicans.
Altri studi condotti su animali hanno, invece, messo in luce le potenziali proprietà ansiolitiche degli estratti di angelica. Più nel dettaglio, tali attività sembrano essere esercitate dalla miscela di cumarine contenute nella pianta, in particolare dall’imperatorina e dall’isoimperatorina. Tuttavia, nonostante i risultati incoraggianti ottenuti dalle ricerche finora condotte, prima di poter sfruttare simili applicazioni dell’angelica in campo medico, sono certamente necessari approfonditi studi clinici, in modo tale da determinarne la reale efficacia terapeutica anche nell’uomo.

 

Impiego. L’infuso di radice di angelica ha un ottimo effetto tranquillante, calma i dolori mestruali e il mal di testa inoltre una tazzina bevuta prima dei pasti stimola l’appetito e dopo i pasti aiuta la digestione. L’infuso di semi è un ottimo impacco rilassante per gli occhi stanchi. Aggiunta all’acqua del bagno aiuta nei dolori muscolari, reumatici e nevralgici. L’infuso di semi o di radici può essere usato fresco come detergente per la pelle.

Infuso di Angelica. Ingredienti: 1 cucchiaio di radice di angelica essiccata e sminuzzata, 1 tazza di acqua bollente. Procedimento: Portare a bollore l’acqua, spegnere e versarvi dentro la radice. Coprire e lasciar riposare 10 minuti. Filtrare e bere dopo i pasti o a bisogno. L’infuso di radice di Angelica ha un ottimo effetto rilassante, allevia i dolori mestruali e il mal di testa, inoltre una tazzina bevuta prima dei pasti stimola l’appetito e dopo i pasti aiuta la digestione. L’infuso freddo di angelica può essere usato come detergente per la pelle.

L’odore di questa pianta è caratteristico perché molto aromatico e di sapore acre e leggermente piccante e viene coltivata e molto utilizzata per essere usata soprattutto in pasticcera e nell’industria dei liquori (amari a base di erbe) per le sue proprietà digestive. Dopo le bacche di ginepro, la radice di Angelica è l’ingrediente principale del gin. Viene inoltre utilizzata per aromatizzare Cointreau e Vermouth. Famoso è il liquore benedettino Chartreuse (verde o giallo a seconda che si desideri più o meno forte).

LIQUORE ALL’ANGELICA. Ingredienti: 200 cl alcool a 90 gradi, 250 g semi di angelica, 250 g raschiatura di gambi di angelica verde, 8 g semi di garofano, 1 g vaniglia, 1000 g zucchero, 50 g acqua.
Preparazione: Mettete in infusione nell’alcol per 8 giorni i semi di erba angelica, di garofano e la vaniglia. Trascorso il tempo travasate lentamente l’alcool. Preparate uno sciroppo con lo zucchero e l’acqua, senza lasciarlo raffreddare versatelo in un vaso dove metterete la raschiatura di gambi d’angelica verde. Fate raffreddare il composto e dopo aggiungete l’alcool. Lasciate il tutto in infusione per un mese. Filtrate il liquore e versatelo nelle bottiglie.

I gambi di questa pianta, infine, sono una leccornia se canditi, e l’aroma dei fiori e delle foglie arricchisce le insalate verdi. Il vino di angelica, usato come coadiuvante digestivo, è una bevanda tradizionale e di facile preparazione. Gli ingredienti sono:

  • 30 gr di radice di angelica
  • 1 l di vino rosso
  • 4 gr di cannella in polvere

Preparazione: lasciare il tutto in infusione (a freddo) per 4 giorni in una bottiglia chiusa. Quindi filtrare con una garza a trama fine. Bere la quantità  di un bicchierino da liquore un paio di volte al giorno.

Liquore all’Angelica

 

Avvertenze: Non utilizzare l’Angelica o le sue preparazioni in caso d’ipersensibilità accertata verso uno o più componenti. Inoltre – a causa degli effetti abortivi ed emmenagoghi che l’angelica può esercitare – il suo utilizzo è controindicato anche in gravidanza e durante l’allattamento. Sono da evitare anche nei pazienti in terapia anticoagulante. Potrebbero verificarsi rari casi di ipersensibilità che comportano eccessivo sanguinamento, febbre occasionale ed un leggero effetto lassativo. L’Angelica contiene sostanze particolarmente fototossiche (furanocumarine), che possono provocare fotodermatiti, infiammazioni e vesciche dopo esposizione al sole, quindi se ne sconsiglia l’uso in caso di esposizione eccessiva alla luce solare o comunque durante trattamenti cosmetici a base di raggi ultravioletti. Le furanocumarine risultano efficaci nel trattamento di alcune forme di psoriasi e nella vitiligine.

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Written by Paola Olivieri